
GEO, AEO e SEO: che cosa cambia per farsi citare da Google e ChatGPT
19 Settembre 2026 · AI Search
GEO (generative engine optimization) e AEO (answer engine optimization) indicano lo stesso lavoro: far trovare e citare il sito della tua azienda nelle risposte scritte dall’intelligenza artificiale. Su Google questo lavoro è SEO, cioè ottimizzare il sito per i motori di ricerca. AI Overviews e AI Mode usano infatti l’indice di Google Search, senza richiedere file o marcature speciali. Per ChatGPT e Perplexity serve un controllo in più: i loro programmi devono poter leggere il sito senza che il file robots.txt li blocchi. Inoltre, questi sistemi citano spesso pagine diverse da quelle ai primi posti su Google.
Non si acquista quindi «una GEO»: si migliorano le pagine come nella SEO e si controlla che ogni sistema possa accedervi. Le citazioni su Google, ChatGPT e Perplexity si misurano poi separatamente.
GEO e AEO: due nomi per lo stesso lavoro sulle pagine
Prendiamo, per esempio, un produttore di connettori elettrici per sensori alle prese con due preventivi. Uno offre l’AEO, con un centinaio di domande frequenti scritte in serie. L’altro offre la GEO: un file llms.txt, cioè un testo pensato per i modelli linguistici, e menzioni a pagamento su siti che elencano fornitori. La promessa è la stessa: far comparire il produttore quando un responsabile acquisti chiede a un’intelligenza artificiale quale connettore scegliere.
Per Google Search, lavorare sulle risposte generate dall’intelligenza artificiale è ancora SEO. I file llms.txt, i testi divisi in piccoli blocchi e le menzioni non autentiche rientrano proprio fra le cose che si possono ignorare. Google Search non usa llms.txt: averlo non aiuta e non danneggia il sito. Le cento domande frequenti si avvicinano al caso dei testi spezzati, perché frammentano una risposta che una sola pagina darebbe meglio. A contare sono invece le informazioni che non si trovano altrove, come l’esperienza e i dati di chi realizza il prodotto.
Per scegliere fra i due fornitori, quindi, contano le attività comprese nel preventivo, non il nome del servizio.
Su Google contano l’indice e la pagina che dà la risposta
Una pagina può diventare una fonte per AI Overviews e AI Mode se può essere indicizzata e idonea a comparire con uno snippet, il breve estratto mostrato nei risultati. Per valutare una proposta GEO su Google, il primo controllo è dunque lo stesso della SEO: vedere se la pagina che vuoi far citare è nell’indice.
Capire come Google costruisce la risposta aiuta a capire dove intervenire. La domanda viene suddivisa in più ricerche su argomenti specifici: è il cosiddetto query fan-out. Google cita poi le pagine che rispondono a queste domande più precise. In un’analisi di Ahrefs su 4 milioni di URL citati negli AI Overviews (marzo 2026), solo il 37,9% delle pagine citate compariva fra i primi dieci risultati della stessa ricerca. Una pagina può quindi essere citata per un dettaglio anche senza essere prima nella ricerca principale.
Nel caso del produttore di connettori, quel dettaglio è la compatibilità. Chi acquista vuole sapere quale connettore usare con un sensore induttivo a tre fili. A rispondere è la pagina che associa ogni connettore alla sua presa e offre il disegno dei contatti e le specifiche in una scheda apribile con un clic. Per Google quella tabella è già contenuto principale, così come le sezioni a scomparsa utili allo scopo della pagina. La tabella va scritta come testo, non racchiusa in un’immagine, e non va trasformata in cento domande.
ChatGPT e Perplexity: un controllo in più rispetto alla SEO
Per cercare informazioni nelle pagine, ChatGPT usa OAI-SearchBot. È un programma diverso da GPTBot, che raccoglie testi per addestrare i modelli. Se il file robots.txt blocca OAI-SearchBot, il sito non compare nelle risposte di ricerca di ChatGPT, se non al massimo come semplice link. Perplexity usa allo stesso modo PerplexityBot: serve a preparare le risposte, non all’addestramento.
Per comparire nelle risposte di ChatGPT, prima dei contenuti conta dunque l’accesso: il programma di OpenAI deve poter leggere il sito. Basta a escluderlo un robots.txt scritto anni fa per bloccare i programmi sconosciuti, oppure un firewall, il sistema di protezione del sito, che li respinge. Il produttore di connettori controlla perciò che robots.txt e firewall permettano l’accesso a tutti e tre i programmi: Googlebot, OAI-SearchBot e PerplexityBot.
C’è un secondo motivo per osservare ogni sistema separatamente: le fonti che cita. In uno studio di Ahrefs su 15.000 domande (luglio 2025), solo il 12% dei link citati da ChatGPT, Gemini e Copilot compariva fra i primi dieci risultati di Google per la stessa domanda. Con Perplexity la quota arrivava al 28,6%. Essere ben posizionati su Google, quindi, non dice se ChatGPT citerà la pagina dei connettori. Per saperlo occorre ripetere le stesse domande in ciascun sistema e osservare le citazioni separatamente.
Con il riassunto AI, chi viene citato tende a ricevere più clic
Su Google, chi vede un riassunto AI clicca meno. Lo studio di Pew Research Center sulla navigazione di 900 adulti statunitensi nel marzo 2025 ha misurato questa differenza. Un risultato tradizionale riceveva un clic nell’8% delle visite con riassunto, contro il 15% delle visite senza. I dati riguardano gli Stati Uniti, ma il meccanismo può valere ovunque compaia il riassunto.
Se il riassunto è presente, essere citati si associa a più clic. Emerge dalle ricerche informative di 53 account studiati da Seer Interactive fra gennaio 2025 e febbraio 2026. Quando il marchio è citato, i clic sui risultati non a pagamento sono il 2,07% delle visualizzazioni; quando è escluso, lo 0,94%. Senza riassunto i clic arrivano al 3,35%, ma lo studio non dimostra un rapporto di causa tra citazione e clic e il valore dei non citati è abbassato da un solo account molto grande, quindi la differenza reale è più piccola.

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Per il produttore di connettori cambia quindi l’obiettivo della guida alla scelta. Chi viene citato tende a ricevere più clic di chi resta fuori, mentre non è realistico tornare ai clic di prima sulle domande informative. Il dato da guardare è perciò la citazione, insieme alle richieste di campioni che arrivano dalla pagina, non soltanto la posizione nei risultati.
Che cosa pagare in un preventivo GEO e che cosa escludere
Per misurare le comparse su Google c’è uno strumento: dal 31 agosto 2026 Search Console ha un rapporto sulle funzioni AI generative per tutti i siti. Il rapporto conta quante volte gli indirizzi delle pagine compaiono in AI Overviews, AI Mode e Discover, distinguendo per pagina, paese, dispositivo e data. I clic restano invece nel rapporto Prestazioni. ChatGPT e Perplexity non hanno un rapporto analogo: per questo si registrano a date fisse le risposte alle stesse domande e la pagina citata.
Queste misure permettono di assegnare ogni attività del preventivo a una categoria: documentata dalla piattaforma, osservata negli studi, plausibile da provare oppure non supportata.
| Attività | Prova | Come si misura |
|---|---|---|
| Pagina di compatibilità indicizzata, tabella in testo | Documentata da Google | Comparse nel rapporto AI di Search Console |
| OAI-SearchBot e PerplexityBot liberi di entrare | Documentata da OpenAI e Perplexity | Citazioni nelle domande ripetute |
| Misure separate per ogni sistema | Osservata negli studi | Una serie di dati per sistema |
| Nome e offerta coerenti sui siti esterni | Plausibile, da provare | Come le risposte descrivono l’azienda |
| llms.txt, FAQ in serie, menzioni comprate | Non supportata per Google | Nessuna misura utile |
La riga su llms.txt, FAQ in serie e menzioni comprate indica che cosa togliere dal preventivo. Il file llms.txt può restare per i servizi che lo leggono, ma non conta per Google. Le menzioni comprate sono vicine a quelle non autentiche che Google dice di poter ignorare. Mantenere coerenti le informazioni sul sito e nelle fonti esterne è invece un’ipotesi ragionevole, che nessuna piattaforma misura. La si prova con una spesa contenuta e stabilendo prima come misurarla.
Quando il lavoro GEO è ancora prematuro
Un fornitore GEO o AEO serve se migliora le pagine, controlla l’accesso dei programmi, lavora sulle informazioni che solo l’azienda possiede e misura ogni sistema separatamente. Non serve se vende file, domande scritte in serie o citazioni garantite: nessun fornitore decide che cosa scrive ChatGPT.
Se le pagine principali non sono nell’indice di Google, il lavoro da cui partire è la SEO tecnica: occuparsi di GEO è ancora prematuro. Se invece nel tuo settore chi acquista non cerca fornitori con ChatGPT o Perplexity, basta controllare il robots.txt. Per capirlo, chiedere ai clienti dove hanno cercato prima di scriverti è più utile di qualsiasi studio.
Quale preventivo firma il produttore di connettori
Guardando il registro delle misure, il produttore sceglie una parte di ciascun preventivo. Del primo tiene il lavoro sulla pagina di compatibilità, ma non le cento domande frequenti. Le domande reali di chi acquista diventano righe della tabella e note sui limiti d’uso. Del secondo tiene il controllo dell’accesso di OAI-SearchBot e PerplexityBot e le domande da ripetere in ChatGPT e Perplexity. Esclude le menzioni a pagamento e non paga llms.txt come attività per Google.
Fra tre mesi esaminerà separatamente tre numeri: le comparse della pagina nel rapporto AI di Search Console, le citazioni della pagina in ChatGPT e Perplexity e le richieste di campioni arrivate da quella pagina. Il primo indica se Google la usa, il secondo se la usano gli altri sistemi, il terzo se porta lavoro.
Domande frequenti
Se blocchi GPTBot, il sito scompare da ChatGPT?
No. GPTBot raccoglie testi per addestrare i modelli; per le risposte di ricerca, ChatGPT usa invece OAI-SearchBot. Le due impostazioni sono indipendenti, quindi puoi escludere i tuoi testi dall’addestramento e continuare a comparire nelle risposte.
AI Overviews e AI Mode richiedono dati strutturati speciali?
No. Per le funzioni AI di Google non esiste un tipo dedicato di dati strutturati, cioè informazioni organizzate nel codice della pagina per i motori di ricerca. Valgono le stesse condizioni della ricerca normale: la pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire con uno snippet.
Fonti e riferimenti
- Google Search Central, Optimizing for generative AI search. Per Google Search GEO e AEO restano SEO; llms.txt, testi spezzati e menzioni non autentiche si possono ignorare.
- Google Search Central, AI features and your website. Condizioni per comparire in AI Overviews e AI Mode, query fan-out e conteggio del traffico in Search Console.
- Google Search Central, Creating helpful, reliable, people-first content. Definizione di contenuto principale, comprese tabelle, strumenti e sezioni a scomparsa.
- Google Search Central Blog, Introducing Search Generative AI performance reports. Rapporto di Search Console sulle funzioni AI generative, disponibile per tutti i siti dal 31 agosto 2026.
- Pew Research Center, Google users are less likely to click on links when an AI summary appears in the results. Clic su un risultato tradizionale nell’8% delle visite con riassunto AI contro il 15% senza, Stati Uniti, marzo 2025.
- Seer Interactive, AIO Impact on Google CTR: 2026 Update. Clic organici sulle ricerche informative con marchio citato, non citato e senza riassunto AI, gennaio 2025 – febbraio 2026.
- Ahrefs, Only 12% of AI Cited URLs Rank in Google’s Top 10 for the Original Prompt. Quota dei link citati da ChatGPT, Gemini, Copilot e Perplexity che compaiono fra i primi dieci di Google.
- Ahrefs, Update: 38% of AI Overview Citations Pull From The Top 10. Posizione nei risultati delle pagine citate negli AI Overviews, su 4 milioni di URL.
- OpenAI, Overview of OpenAI Crawlers. OAI-SearchBot per le risposte di ricerca di ChatGPT e GPTBot per l’addestramento, con impostazioni indipendenti.
- Perplexity, Perplexity Crawlers. PerplexityBot per mostrare e linkare i siti nelle risposte, separato dall’addestramento.
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