Lead generation B2B orientata alla qualità commerciale
Nel B2B conta la compatibilità con il cliente ideale, la presenza di un bisogno reale, il valore potenziale e la possibilità di trasformare il contatto in un’opportunità.
Nel B2B un lead non vale per il fatto di esistere. Vale quando quattro cose stanno insieme: l’azienda che scrive assomiglia ai tuoi clienti migliori, ha un bisogno reale e non si sta solo guardando intorno, il valore potenziale giustifica il tempo che il commerciale ci metterà, e c’è un modo concreto di trasformare quel contatto in una trattativa.
Se manca una delle quattro, il contatto occupa tempo senza produrre niente — e cento contatti così sono peggio di dieci buoni, perché la rete vendita smette di fidarsi di quello che arriva dal marketing.
KLC progetta sistemi di lead generation che collegano domanda, contenuti, landing page, qualificazione e processo commerciale, in modo che quelle quattro condizioni si verifichino prima che la richiesta arrivi al commerciale, non dopo.
Che cosa ottieni
Un quadro chiaro di dove perdi visibilità e richieste
Le priorità in ordine, con i tempi e chi fa che cosa
Numeri che puoi controllare, dalla visita alla richiesta accettata
Il punto di partenza
Perché oggi non arrivano richieste
Offerte e conversioni B2B
Il pulsante generico non è sbagliato in sé: è muto. “Contattaci” chiede la stessa cosa al responsabile di produzione che sta ancora cercando l’origine di un’usura anomala sui rulli di una linea e a chi ha già il disegno aperto sul tavolo, e a nessuno dei due dice che cosa riceverà, chi leggerà la richiesta, entro quando avrà una risposta. Quelle tre informazioni valgono più di qualunque formula, ma mettile per iscritto solo se le puoi mantenere: un tempo di risposta pubblicato impegna la tua organizzazione prima del tuo sito, e se chi risponde è anche chi prepara le offerte, nei periodi pieni quella riga rischia di smentirti. Meglio un impegno più largo e sempre rispettato.
Prima di decidere che cosa offrire, decidi che cosa vuoi sapere. Nella lavorazione su commessa una domanda pesa più di tutte le altre, ed è anche quella a cui chi scrive sa rispondere subito: quantità e ripetitività. Pezzo unico, lotto e fornitura ricorrente sono tre mestieri diversi per attrezzaggio, prezzo e programmazione del reparto, e sapere quale hai davanti cambia perfino chi in azienda deve leggere quella richiesta. Subito dopo vengono le qualifiche: se il lavoro richiede saldatori patentati o controlli non distruttivi che non hai, non c’è niente da qualificare, e una domanda nel modulo te lo dice prima che qualcuno apra un’offerta.
Il subappalto è normale — zincatura e trattamento termico li manda fuori chiunque — e chiederlo ti serve per capire se il pezzo che esce dal tuo reparto ti resta sotto controllo per tempi, costo e qualità. Il campo che alza davvero la qualità di quello che ricevi però è un altro: l’allegato del disegno o del 3D. Con quello davanti la prima risposta che dai è già tecnica, senza resta generica. Un disegno quotato però è un documento che l’azienda non manda volentieri in giro: accanto al pulsante scrivi chi l’apre, che non esce dall’azienda e che puoi firmare un accordo di riservatezza prima ancora di riceverlo.
Guarda infine chi quelle informazioni le userà. In molte aziende meccaniche il marketing è un fornitore esterno, il commerciale è il titolare con qualche agente e le richieste le smista l’ufficio tecnico fra un’offerta e l’altra: le stesse ore servono per rispondere e per preventivare. Per questo una consulenza preliminare o l’analisi di un problema vanno promesse sapendo già chi le farà e a chi le concedi. Se vuoi capire come sei messo oggi, rileggi le ultime richieste arrivate — comprese quelle che non vengono dagli annunci, ma da una fiera, dal passaparola o da una ricerca — e segna quali ti davano abbastanza per decidere e quali ti hanno costretto a ricominciare da capo.
Perché il costo per lead può ingannare
Il costo per lead è il numero più facile da guardare e quello che ti inganna più in fretta. Un canale generico — una campagna larga, un contenuto scaricabile senza attrito, un modulo con due campi — ti porta molti contatti a poco prezzo, e sulla dashboard sembra il tuo canale migliore. Poi scopri che quasi nessuno di quei contatti compra: sono studenti, curiosi, concorrenti, aziende fuori dal tuo perimetro, o persone che volevano soltanto il documento. Intanto una ricerca costosa e molto specifica — il nome di una lavorazione, una norma, un problema di processo — ti ha portato tre richieste, e due sono diventate preventivi.
Le valutazioni da fare sono cinque, e devi guardarle insieme: quanto ti costa un contatto, quanti di quei contatti sono davvero in target, quanti la tua rete vendita accetta di lavorare, quanto tempo commerciale ti consuma ognuno, e quanto vale in media un cliente che arriva da lì. Un canale che ti costa il triplo ma porta richieste che diventano preventivi è più economico di uno che ti riempie il modulo di nomi: se guardi solo il costo per lead, rischi di spegnere proprio il canale giusto.
Ti ritrovi in una di queste situazioni?Partiamo da quello che hai già: come ti trovano oggi, che cosa chiedono quando ti scrivono, quali richieste diventano trattative e quali no. Da lì si vede dove il percorso si interrompe, e ti diciamo da dove conviene partire, con quali tempi e quali numeri tenere d’occhio.
Puoi abbassare il costo per contatto di una campagna e ritrovarti, a fine mese, con un risultato commerciale peggiore di prima.
Succede quando le keyword che hai scelto sono troppo generiche; quando la promessa attira persone fuori dal tuo target; quando il modulo raccoglie troppo poche informazioni per capire chi ti ha scritto; quando la landing non filtra nessuno; quando chi ti fa marketing e chi vende non usano gli stessi criteri; quando i contatti restano fermi e li lavori tardi; quando quello che la tua rete vendita scopre non torna mai indietro alle campagne.
Per questo non ti misuriamo soltanto quanti contatti arrivano, ma anche che strada fanno dopo.
SEO
Intercetti le persone che stanno cercando prodotti, servizi, problemi e soluzioni.
Google Ads
Presidi le ricerche commerciali e puoi provare in fretta messaggi e segmenti diversi.
Content marketing
Accompagni chi deve comprare mentre sta ancora inquadrando il problema o confronta le alternative.
AI Search
Aiuti il tuo nome a farsi capire e, potenzialmente, a essere citato nelle risposte generative.
Digital PR
Aumenti la visibilità, le menzioni e la fiducia intorno a te.
Social media
Raggiungi account e ruoli precisi e tieni il contatto quando dall’altra parte la decisione è lenta.
Landing page
Trasformi l’interesse in un’azione coerente.
Qualificazione
Ogni campo che aggiungi al modulo è una domanda in più rivolta a qualcuno che ancora non ti conosce, quindi tieni le domande dirette per le informazioni che cambiano la risposta che darai. Su lavorazione conto terzi il campo che rende di più è l’allegato del disegno: metti la casella per caricare la tavola, il PDF o il file 3D, perché con un disegno davanti chi prepara i preventivi vede tolleranze, materiale e lavorazioni e sa dirti se è roba che fai. Subito dopo viene la quantità, insieme alla differenza tra un pezzo solo, un lotto e riordini ripetuti: sono tre mestieri diversi per attrezzaggio e programmazione, e chi ti scrive lo sa rispondere senza doverci pensare.
Una parte del contesto puoi non chiederla, ma solo se attrezzi il modulo perché te la porti da sola: un campo nascosto che registra la pagina di partenza ti fa trovare in fondo alla mail una riga che vale quanto una domanda. Chi ti scrive dalla scheda di un trattamento superficiale ha già un problema definito in mano, chi ti scrive dalla home ti sta ancora chiedendo di cosa ti occupi. Se oggi il tuo modulo recapita a info@ nome, mail e messaggio e basta, quella riga non ce l’hai: falla aggiungere da chi ti gestisce il sito, prima di costruirci sopra qualunque ragionamento. E il percorso ce l’ha solo chi passa dal sito: dopo una fiera ti scrivono col tuo biglietto in mano, e quella richiesta non vale meno.
Il filtro che taglia più richieste di qualunque punteggio è il capitolato. Se il lavoro richiede saldatori patentati con un procedimento che non hai qualificato, o controlli non distruttivi che non sei in grado di certificare, quella richiesta non la devi qualificare: rispondi di no e chiudila lì, è l’unico caso in cui la risposta la dai senza sentire nessuno. Attenzione a non confondere il certificato che non hai con il lavoro che mandi fuori: zincatura, verniciatura, trattamenti termici e rettifica escono dal capannone tutti i giorni, e la sola domanda che ti riguarda è se il pezzo affidato al terzista ti resta sotto controllo su tempi, costo e qualità. Se ti resta, la richiesta la lavori come le altre.
Quello che hai raccolto non decide chi merita e chi no: fissa l’ordine in cui richiami, e conta solo nei giorni in cui le richieste sono più delle telefonate che riesci a fare. A smistarle, in molte officine, è l’ufficio tecnico, non un reparto marketing che non esiste; mette davanti quelle con disegno e quantità e lascia indietro chi ha scritto soltanto che vorrebbe un preventivo. Poi telefona il titolare, o l’agente di zona, e quella conversazione ti dà quello che nessun campo del modulo può darti. Una cautela prima di adottare l’ordine così com’è: il pezzo singolo e la campionatura finiscono in fondo per costruzione, e vale la pena guardare da quale richiesta sono partiti i tuoi clienti ricorrenti.
Passaggio alla rete vendita
Il passaggio è il momento in cui una richiesta arrivata dal sito smette di essere un modulo e diventa il lavoro di qualcuno. Decidi prima chi l’apre, perché nelle officine su commessa la prima lettura tocca quasi sempre all’ufficio tecnico o a te, e raramente a un venditore. Chi sa leggere un disegno risponde subito sulla fattibilità, chi non lo legge deve girare la richiesta e aspettare. Per questo il campo che pesa di più nel tuo modulo è l’allegato: con il disegno o il 3D davanti capisci subito se il pezzo rientra nelle macchine che hai. Se invece il modulo chiede nome, mail e un messaggio libero, quel contesto non arriva e la prima telefonata la spendi per raccogliere quello che potevi avere prima.
Subito dopo viene la quantità, e non per stimare il prezzo: pezzo unico, lotto da cinquanta e fornitura ricorrente sono tre mestieri diversi, e chi risponde deve sapere in quale dei tre si trova prima di alzare il telefono. Serve allo stesso modo sapere dove finisce il pezzo, perché se chi ha scritto cerca resistenza alla corrosione in ambiente salino la conversazione parte da lì e non dalle domande di base. Il filtro più netto però lo scrivi sulle qualifiche: quando una richiesta pretende un capitolato di settore o un patentino di saldatura che in officina non hai, la chiudi subito, senza girarla a nessuno. Questa regola puoi consegnarla a chi smista, perché non dipende dal suo fiuto.
Poi c’è quello che torna indietro dopo la telefonata. «L’ho chiamato» non è uno stato: dice che una chiamata è partita, non come è finita. Quando registri l’esito, quello che conta è il motivo, perché «non interessato» non ti fa cambiare niente. Sapere che il pezzo era fuori dalle tolleranze che gestisci ti dice di intervenire su come descrivi le lavorazioni; sapere che decideva un altro reparto ti dice di cambiare una domanda nel modulo. Vale soprattutto per le richieste che scarti: se resta scritto perché le hai scartate, chi segue le campagne capisce da dove sta arrivando gente lontana dal tuo lavoro.
L’esito torna indietro solo se qualcuno lo scrive, e chi passa la giornata dai clienti è il primo a non avere tempo per farlo. Prima di scegliere lo strumento — un foglio condiviso vale un gestionale, se viene aggiornato — guarda quanto tempo stai chiedendo a chi risponde: una scheda che costa più della telefonata è la prima a essere saltata quando la giornata è piena. Fissa anche il momento in cui rimettere in discussione tempi e regole, perché quando il commerciale dice che le richieste sono scarse e chi segue le campagne dice il contrario serve qualcuno che decida. Da lì vedi quali richieste diventano preventivi e quali fanno perdere giornate, che arrivino dal sito, dalla fiera o dal passaparola.
Ottimizzazione
Le campagne e le pagine vengono migliorate sulla base di: ricerche, annunci, segmenti, dispositivi, pagine, moduli, qualità dei lead, motivi di esclusione, opportunità e valore commerciale.
Quando i dati lo consentono, l’ottimizzazione passa dal costo per lead al costo per lead qualificato e per opportunità.
Lead generation, demand generation e vendita
La lead generation intercetta o stimola un interesse e te lo consegna come contatto identificabile. La demand generation lavora anche prima, quando ancora nessuno ti scrive: costruisce conoscenza, fiducia e preferenza. La vendita — tu, o chi vende per te — qualifica l’esigenza, sviluppa la relazione e porta l’opportunità verso una decisione.
Nel B2B queste tre cose devono restare collegate. Se guardi soltanto il modulo, ti arrivano contatti prematuri o fuori target; se guardi soltanto la notorietà, fai fatica a dimostrare che cosa ha prodotto sul piano commerciale.
Gli aspetti che decidono la riuscita
Sono i punti su cui un sistema di acquisizione regge o si inceppa: ciascuno richiede una decisione da prendere prima di partire.
Il dettaglio operativo, voce per voce.
Canali e segnali di intenzione
La domanda su di te può emergere da più parti: ricerche su Google per prodotto, per servizio, per problema o per fornitore; visite ripetute alle tue pagine commerciali e tecniche; campagne costruite su keyword, segmenti o singoli account; download, webinar e richieste di documentazione; fiere, eventi e segnalazioni di chi ti conosce; risposte AI e citazioni delle fonti; attività outbound e contatto diretto.
Il canale, da solo, non ti dice se il contatto è buono. Contano quanto il messaggio è pertinente, quanto è maturo il bisogno, che ruolo ha la persona che ti scrive e quanto la sua azienda è compatibile con quello che fai.
Landing page e messaggio
Una landing che funziona tiene insieme quello che la persona ha cercato, l’annuncio che ha visto, la promessa che le hai fatto, la prova che le porti e l’azione che le chiedi. Le deve chiarire a chi è rivolta la tua offerta; quale problema affronta; che cosa le proponi; quali condizioni o limiti esistono; quali prove l’aiutano a fidarsi; quale informazione ti serve per iniziare.
Nel tuo mercato conviene scrivere anche quello che non gestisci. Un perimetro dichiarato ti fa arrivare meno contatti incompatibili e ti fa partire meglio la conversazione commerciale.
Lead scoring senza automatismi ciechi
Un punteggio ti aiuta a mettere in fila le richieste, ma non decide al posto tuo. Possiamo dare peso a quanto il contatto corrisponde al tuo cliente ideale, al ruolo e al potere decisionale di chi scrive, al settore, alla dimensione e al territorio, alle pagine e ai contenuti che ha consultato, al tipo di conversione, all’urgenza e al progetto che dichiara, alla qualità dei dati che ti ha lasciato e alle interazioni successive.
Il modello va verificato su come sono andate davvero le trattative e corretto quando premia segnali che non ti producono opportunità.
Nurturing e cicli di vendita lunghi
Non tutti quelli che ti scrivono sono pronti a parlare con un commerciale. Qualcuno sta raccogliendo informazioni, qualcuno deve ancora farsi assegnare un budget, qualcuno aspetta che dentro la sua azienda succeda qualcosa.
In questi casi il nurturing ti serve a restare presente con contenuti, email e aggiornamenti pertinenti, senza forzare una trattativa che non è matura. La segmentazione deve seguire il problema, il settore, l’interesse e la fase in cui si trova ciascuno, non una sequenza identica per tutti.
CRM, feedback e closed-loop reporting
Se hai un CRM, colleghiamo origine, pagina, campagna, contatto, qualifica e opportunità. Se non ce l’hai, mettiamo almeno d’accordo te e chi vende su un modo condiviso di registrare com’è finita e per quale motivo.
Quello che ti torna indietro dalla rete vendita ti permette di escludere keyword e segmenti che non ti servono; di migliorare annunci e messaggi; di cambiare campi e moduli; di scrivere contenuti sulle obiezioni che ti ripetono sempre; di individuare le pagine che contribuiscono alle opportunità di valore; di ottimizzare verso lead qualificati invece che verso il numero di invii.
Privacy e qualità del dato
La raccolta dei lead deve essere proporzionata e trasparente. Moduli, consensi, tracciamenti, integrazioni e conservazione dei dati vengono progettati con attenzione alla finalità e alla normativa applicabile.
Chiedere più informazioni non significa automaticamente qualificare meglio. Ogni campo deve avere un uso definito e il trattamento deve essere coerente con quanto comunicato all’utente.
Quando la lead generation non è ancora il primo passo
È opportuno intervenire prima sulle fondamenta quando: l’offerta è troppo ampia o indistinta; il cliente ideale non è definito; il sito non spiega il valore; non esiste capacità di risposta; il commerciale non registra gli esiti; il valore della vendita non sostiene il costo di acquisizione; si pretende di delegare all’agenzia anche la chiusura senza coinvolgere la vendita.
Che cos’è un lead nel progetto reale
La parola lead viene spesso usata per indicare qualsiasi compilazione. Nel lavoro B2B questa definizione è troppo debole. Un indirizzo email può appartenere a uno studente, a un candidato, a un fornitore o a un’azienda senza requisiti. Prima di avviare campagne definiamo con te quali caratteristiche rendono interessante una richiesta: settore, ruolo, dimensione, applicazione, territorio, quantità, budget, tempistiche o compatibilità tecnica.
Non tutti i criteri devono essere chiesti nel modulo. Alcuni possono essere dedotti dall’azienda, altri verificati durante il primo contatto. Ti aiutiamo a trovare un equilibrio tra facilità e qualità: chiedere troppo presto riduce le conversioni, chiedere troppo poco trasferisce tutto il costo di selezione al commerciale. Per questo utilizziamo campi condizionali, percorsi differenti e call to action coerenti con il livello di impegno richiesto.
La landing page non è una pagina isolata
Una landing che funziona non è una pagina a sé: tiene insieme la ricerca, l’annuncio, la promessa e l’azione. Spiega a chi è rivolta la tua proposta, quale problema affronta, che cosa comprende, quali condizioni servono e che cosa succede dopo l’invio. Nel B2B ti deve anche dare modo di mostrare perché ci si può fidare: competenze, processi, persone, documenti, tecnologie, limiti e risposte alle obiezioni che senti più spesso.
La pagina la progettiamo insieme al tracciamento. Definiamo gli eventi intermedi, gli errori del modulo, le chiamate, gli upload e le conferme. Se hai un CRM importiamo gli esiti, così distingui le conversioni sulla carta dalle opportunità vere. Se i volumi sono ridotti, aggiungiamo un’analisi qualitativa: leggiamo le richieste una per una, ne parliamo con chi vende e classifichiamo i motivi per cui le hai escluse.
Come si applica alla tua azienda?Partiamo da quello che hai già: sito, contenuti, richieste che arrivano oggi. Ti diciamo che cosa conviene fare e in che ordine.
Il profilo del cliente che vuoi serve a escludere almeno quanto serve a includere: se non ti fa scartare nessuno, non è un profilo, è un elenco di desideri. Metti per iscritto chi non vuoi con la stessa precisione con cui descrivi chi vuoi, e comincia dalle qualifiche, che sono il filtro più netto che hai: saldatori patentati, controlli non distruttivi, capitolati di settore. Una richiesta che pretende un certificato che non possiedi la chiudi subito, senza aprire una pratica e senza far girare un preventivo. Il modo pulito di chiuderla è indicare un’officina che quel lavoro lo fa: è uno scambio che tra officine si pratica da sempre e ti costa una telefonata.
L’altra voce che decide tutto è la quantità, e il visitatore te la sa dire subito. Un pezzo singolo, un lotto, una fornitura che torna ogni anno cambiano la macchina su cui metti il lavoro, l’attrezzaggio che devi ammortizzare e il prezzo che riesci a fare: sul pezzo singolo programmazione e attrezzaggio li paghi uguale, per cui lo prendi quando dietro c’è una serie che deve partire. La fattibilità la misuri sul tuo parco macchine; quello del cliente ti dice semmai cosa lavora in casa e cosa affida all’esterno. E affidare all’esterno è la norma — zincatura, trattamenti termici, verniciatura, spesso la rettifica: quello che devi chiedere è se il pezzo che esce ti resta sotto controllo per tempi, costo e qualità.
Nel modulo il campo che pesa di più è l’allegato: il disegno, o il file 3D. Con quel file davanti chi ti prepara l’offerta vede subito se il pezzo rientra nelle tue lavorazioni, mentre una richiesta scritta a parole gli lascia solo del testo da interpretare. Accanto metti la quantità e la data entro cui il pezzo serve, che ti dice se il lavoro è già programmato o ancora in studio. Il settore invece toglilo, perché lo ricavi dal dominio della mail, e quel campo liberato lo dai alla quantità. E ricordati chi apre quelle richieste: spesso le smista l’ufficio tecnico o le legge il titolare tra un’urgenza e l’altra, quindi ogni campo in più lo paga qualcuno che ha altro da fare.
Un’altra parte la ricavi da solo, prima di alzare il telefono. Dal bilancio depositato leggi fatturato, dipendenti e capitale, e da lì ti fai un’idea di come pagherà il materiale che anticipi; dalla visura hai la sede, e la sede pesa più di quanto sembri, perché su un pezzo ingombrante il trasporto pesa sul preventivo, e chi ti chiede di passare a ritirare ti lega alla sua zona. Su LinkedIn vedi chi siede in ufficio tecnico e chi negli acquisti, che è più di quanto ti dica il sito, spesso vecchio e a volte inesistente. Guarda anche da dove arriva la richiesta: chi arriva su segnalazione di un tuo cliente parte da un altro punto rispetto a chi ti ha trovato cercando, e la prima telefonata deve tenerne conto.
Il resto esce quando lo chiami. Un ufficio acquisti meccanico ragiona per prezzo obiettivo e per quantità annua con una cadenza di consegna, e quella cadenza ti dice se puoi tenere un’attrezzatura montata o rimontarla ogni volta; spesso ha già sul tavolo l’offerta di un concorrente, che ti dice contro cosa stai quotando. Al telefono te lo dice, in un campo di un modulo non lo scrive. Se poi ti chiedono la copia di un pezzo che si consuma prima di quanto dovrebbe, chiedi materiale, trattamento e condizioni di esercizio e proponi un’alternativa invece di quotare lo stesso identico pezzo: è lì che il tuo ufficio tecnico vale più del preventivo. Quello che nessuno scriverebbe a uno sconosciuto tienilo fuori dal modulo e chiedilo quando avrai un motivo per farlo.
Come si svolge
Come lavoriamo insieme
Lo stesso percorso su ogni progetto, qualunque sia il servizio: non saltiamo nessuna fase, e a ogni passaggio sai che cosa aspettarti.
1AnalisiLa prima fase serve a toglierti di mezzo le supposizioni e le decisioni prese troppo presto.
2StrategiaLa strategia trasforma l’analisi in scelte che ti riguardano.
3ProduzioneQui le decisioni diventano cose che esistono davvero e che puoi usare.
4Lancio e controlloIl lancio non è il momento in cui pubblichiamo e ti salutiamo.
5Crescita e aggiornamentoDopo il lancio guardiamo che cosa succede davvero sul tuo sito.
Qual è la differenza tra lead generation e acquisizione clienti?
La lead generation si concentra sulla generazione e qualificazione dei contatti. L’acquisizione clienti comprende anche posizionamento, domanda, processo commerciale e sviluppo della relazione fino all’opportunità.
Google Ads è sempre necessario?
No. Dipende da mercato, domanda, concorrenza, tempi e budget. Può essere utile per testare e accelerare, ma non sostituisce sito, contenuti e autorevolezza.
Qual è un buon costo per lead?
Non esiste un valore valido per tutti. Dipende da margine, tasso di chiusura, valore medio e qualità. Un lead costoso può essere conveniente se produce opportunità di valore.
Quanti campi deve avere il modulo?
Abbastanza per qualificare, ma non più del necessario. Usiamo campi condizionali e distinguiamo moduli generici da RFQ, demo e richieste tecniche.
Garantite un numero di lead?
No. Possiamo definire budget, attività, scenari e indicatori, ma domanda e risultati non sono completamente controllabili.
I tuoi lead sono numerosi o realmente utili?
Analizziamo domanda, campagne, landing, moduli, qualifica e passaggio alle vendite.
Compila il modulo: leggiamo la richiesta e ti ricontattiamo per un confronto. Ti diciamo che cosa conviene fare e in che ordine, anche se la risposta è che questo servizio non ti serve.
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