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Imprese italiane, social e analisi dei dati: i numeri ISTAT e come leggerli

Imprese italiane, social e analisi dei dati: i numeri ISTAT e come leggerli

24 Ottobre 2026 · Dati e misurazione

Nel rapporto «Imprese e ICT 2025» dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), il 59,0% delle aziende osservate usa i social e il 42,7% analizza dati. ICT indica le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La pubblicazione del 15 dicembre 2025 permette di confrontare questi usi fra imprese di dimensioni diverse.

La rilevazione riguarda aziende con almeno dieci addetti nell’industria e in numerosi servizi, fra cui commercio, trasporti e attività professionali; non rappresenta ogni attività economica italiana. Le PMI considerate hanno 10-249 addetti; le grandi ne hanno almeno 250. Le aziende sotto dieci addetti restano fuori.

I dati da tenere a portata di mano

La tabella tiene fissi l’anno e la definizione di ciascun indicatore, cambiando soltanto la dimensione aziendale. Il totale comprende anche le grandi imprese e non è la media semplice delle due colonne successive.

ISTAT, Imprese e ICT 2025, pagina 2. Quote percentuali delle imprese nei settori osservati.
Indicatore 2025 Totale, 10+ addetti PMI, 10-249 addetti Grandi, 250+ addetti
Uso dei social media 59,0% 58,5% 83,6%
Analisi dei dati, interna o esterna 42,7% 41,9% 83,6%
Uso di intelligenza artificiale 16,4% 15,7% 53,1%

Le vendite online hanno un riferimento temporale diverso. Il 20,1% delle imprese con almeno dieci addetti ha effettuato vendite online nel 2024, rilevate nell’indagine 2025. È la quota delle imprese venditrici, distinta dal 14,7% che raggiunge con le vendite online almeno l’1% dei ricavi.

Il confronto visivo seguente riguarda tre usi rilevati per il 2025. Le categorie possono sovrapporsi, perché la stessa azienda può adottare più strumenti.

Nel 2025 usa i social il 59,0% delle imprese osservate, analizza dati il 42,7% e usa intelligenza artificiale il 16,4%. Italia, imprese con almeno 10 addetti.
ISTAT, Imprese e ICT 2025: percentuale delle imprese con almeno 10 addetti nei settori osservati. Ogni impresa può rientrare in più categorie.

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Analizzare i dati comprende più del sito

Le imprese che analizzano i dati passano dal 26,6% del 2023 al 42,7% del 2025, e l’uso dell’intelligenza artificiale dall’8,2% del 2024 al 16,4% del 2025.

A pagina 5 il rapporto elenca fra le fonti dei dati analizzati i dati sulle vendite e sui pagamenti, le informazioni sui clienti e quelle provenienti dai social o dal web. Considera anche altre fonti aziendali, come i dati dei dispositivi. Il 42,7% riguarda l’analisi svolta con personale interno o organizzazioni esterne; comprende anche dati che non provengono dal sito.

Per un pastificio che fornisce la ristorazione collettiva, leggere gli ordini può servire a organizzare le consegne. Esaminare le domande pubbliche sulle modalità di cottura può invece aiutare a riconoscere dubbi ricorrenti dei cuochi di mensa. Le richieste ricevute dal sito possono raccontare quali formati cercano i responsabili degli acquisti. Sono lavori differenti, anche quando riguardano lo stesso cliente.

La rilevazione documenta la diffusione dell’analisi. Non attribuisce a ciascun uso un aumento delle vendite e non dice che un’azienda abbia interpretato correttamente le informazioni raccolte. Il titolare che legge una percentuale deve poterla collegare alla domanda su cui i suoi colleghi lavorano, senza scambiarla per una misura del rendimento commerciale.

Una presenza social e l’analisi delle sue informazioni

Il 58,5% delle PMI osservate usa i social; fra le grandi imprese la quota sale all’83,6%. Per un pastificio con personale e organizzazione da piccola azienda, la colonna delle PMI è il confronto iniziale più pertinente. La tabella comprende imprese con clienti e bisogni diversi e non distingue quelle che vendono ad altre aziende.

Usare un social e analizzarne i dati sono due attività da leggere separatamente. Il profilo del pastificio potrebbe essere usato per pubblicare ricette destinate alle mense. L’ufficio commerciale potrebbe poi raccogliere i commenti per capire quali formati generano richieste di chiarimento. La presenza del profilo non dimostra che qualcuno svolga anche questa seconda attività.

In una riunione commerciale, la domanda utile è quale informazione è stata ricavata dai contenuti pubblicati. L’addetto commerciale può portare un gruppo di domande su una stessa modalità di cottura e spiegare come le ha raccolte. Il dato nazionale offre il confronto sull’adozione; la discussione in azienda riguarda il lavoro svolto con quelle informazioni.

Dal preventivo all’ordine elettronico

La rilevazione delle vendite comprende gli ordini via web e quelli ricevuti con sistemi di scambio elettronico dei dati (EDI). Un ordine così ricevuto è diverso dal semplice messaggio di un responsabile acquisti che chiede il prezzo di una fornitura. Per leggere il 20,1% occorre guardare come arriva l’ordine, oltre a come comincia il contatto.

Il pastificio può ricevere una richiesta per una mensa scolastica e discutere in seguito le confezioni e il calendario delle consegne. Una richiesta di prezzo non basta a classificarlo fra le imprese venditrici online. Il sito può comunque aver contribuito al contatto, anche quando l’ordine viene raccolto con un altro canale.

Se confronti le vendite della tua azienda con il rapporto, tieni due informazioni distinte nel registro commerciale. La prima riguarda il punto da cui è arrivata la richiesta; la seconda il modo in cui è stato ricevuto l’ordine. Un unico campo «online» rischia di unire situazioni che la statistica tratta diversamente.

Anche il confronto con le edizioni precedenti chiede cautela: nel 2025 ISTAT ha sostituito, fra le dodici attività del Digital Intensity Index (l’indice europeo sull’intensità digitale delle imprese), l’indicatore sull’uso di almeno due social media con quello sul sito web. La riga «Uso dei social media» della tabella è un altro indicatore, presente anche nel 2023. Per le vendite online l’anno dei dati è il precedente.

Domande frequenti

Questi dati riguardano anche le microimprese?

No. La rilevazione considera imprese con almeno dieci addetti nei settori osservati.

Si possono riusare i dati ISTAT in un altro documento?

Sì: ISTAT li pubblica con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0, salvo diversa indicazione. Servono la citazione della fonte e l’indicazione di eventuali modifiche.

Il 20,1% di vendite online è un dato del 2025?

Riguarda le vendite del 2024, rilevate nell’indagine 2025.

Se il confronto con i dati nazionali porta a proposte di investimento diverse e manca un accordo su quale problema commerciale affrontare, KLC può aiutare il titolare nella valutazione delle priorità di marketing dell’azienda. In quel passaggio serve mettere insieme i numeri del rapporto e le attività che il personale può sostenere.

Fonti e riferimenti

Dati ISTAT selezionati e rappresentati da KLC, valori invariati. Riutilizzo secondo la licenza Creative Commons Attribuzione 4.0, salvo diversa indicazione.

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