# Checklist Architettura Sito B2B: Pagine e Percorsi | KLC Tipo: articolo informativo Sito: KLC (www.klc.it) URL canonico: https://www.klc.it/blog/siti-web/checklist-architettura-sito-b2b-pagine-e-percorsi/ Autore: KLC Pubblicato: 29 Settembre 2026 Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2026 Lingua: it-IT Categoria: Siti web ## Sintesi L’architettura di un sito B2B deve permettere a persone con compiti diversi di capire l’offerta, trovare prove e compiere l’azione corretta. ## Punti chiave - Inventario e dati sono disponibili. - I compiti dei pubblici sono mappati. - Entità e tipi di pagina sono distinti. - Il menu rappresenta scelte reali. - Esistono percorsi contestuali. - Etichette e linguaggio sono comprensibili. - Ricerca e filtri hanno un ruolo chiaro. - Prove e documenti sono collegati. - Le conversioni hanno routing distinto. - SEO, URL e linking sono coerenti. ## Checklist per l’architettura di un sito B2B Scritto da KLC il 29 Settembre 2026. Pubblicato in Siti web. 29 Settembre 2026 · Siti web L’architettura di un sito B2B deve aiutare pubblici diversi a orientarsi tra offerta, applicazioni, prove e contenuti. Non coincide con il menu e non si risolve scegliendo quante voci mostrare. È l’insieme di tipi di pagina, relazioni, etichette, percorsi e regole con cui il sito rende comprensibile l’azienda. Questa checklist serve prima di un rifacimento oppure durante un audit di un sito esistente. ## 1. Costruire l’inventario Censire: - URL pubblicate; - tipo di pagina; - titolo e obiettivo; - pubblico; - traffico e conversioni; - link interni; - stato del contenuto; - owner; - documenti e asset collegati; - duplicazioni e pagine orfane. Non progettare la nuova struttura soltanto guardando il menu attuale. Molte pagine importanti possono essere nascoste o scollegate. ## 2. Mappare i compiti degli utenti Per ogni pubblico elencare compiti come: - capire se l’azienda opera nel proprio ambito; - trovare una soluzione a un problema; - confrontare prodotti o approcci; - verificare requisiti e compatibilità; - scaricare documentazione; - valutare prove e casi; - trovare assistenza o ricambi; - inviare una richiesta completa; - contattare una sede o un referente. Ogni compito deve avere un percorso breve e comprensibile, anche se l’utente entra da una pagina interna. ## 3. Definire le entità principali Possibili entità: - servizi; - prodotti e famiglie; - soluzioni; - settori; - applicazioni; - tecnologie; - problemi; - risorse; - casi; - persone; - sedi; - documenti. Definire quando un’entità merita una pagina autonoma e quale relazione ha con le altre. “Settore” e “applicazione” non sono sinonimi: il settore descrive il contesto, l’applicazione l’uso. ## 4. Progettare i tipi di pagina Ogni template deve avere un compito specifico. | Tipo | Deve aiutare a | | --- | --- | | Home | orientarsi e scegliere il percorso | | Servizio | capire metodo, risultati, prove e contatto | | Prodotto | valutare specifiche, varianti e compatibilità | | Settore | contestualizzare problemi e requisiti | | Applicazione | capire come la soluzione viene usata | | Caso | verificare esperienza e risultati | | Articolo | comprendere o decidere | | Contatto/RFQ | fornire dati e sapere cosa accadrà | Evitare template che ripetono lo stesso testo cambiando soltanto il nome del settore. ## 5. Disegnare la navigazione globale Il menu principale deve rappresentare le scelte più frequenti e stabili. Verificare: - etichette comprensibili al mercato; - numero di livelli gestibile; - accesso a contatti e ricerca; - differenza tra desktop e mobile; - stato attivo e breadcrumb; - assenza di voci duplicate; - priorità commerciale senza nascondere risorse utili. Un mega menu è utile solo se organizza, non se espone l’intero inventario. ## 6. Progettare percorsi contestuali Ogni pagina deve suggerire il passo successivo. Esempi: - settore → applicazioni e servizi pertinenti; - servizio → metodo, casi e risorse; - prodotto → varianti, documenti e accessori; - articolo → pagina commerciale e approfondimenti; - caso → soluzione utilizzata; - documento → prodotto e versione. I link devono spiegare la relazione. “Scopri di più” ripetuto non aiuta a capire la destinazione. ## 7. Verificare etichette e linguaggio Testare le etichette con persone reali o almeno con vendite e assistenza. Controllare: - termini interni non conosciuti; - acronimi; - differenze tra mercati; - parole troppo generiche come “soluzioni”; - sovrapposizione tra categorie; - traduzioni letterali; - nomi storici ancora usati dai clienti. Una buona etichetta permette di prevedere cosa si troverà dopo il clic. ## 8. Integrare ricerca interna e filtri La ricerca è particolarmente utile con cataloghi, codici, documenti o molti contenuti. Deve gestire: - sinonimi; - codici; - errori; - filtri; - priorità dei risultati; - contenuti obsoleti; - nessun risultato; - tracciamento delle query. Non usare la ricerca per compensare una navigazione incomprensibile. ## 9. Rendere visibili prove e fiducia Le prove non devono essere confinate in una pagina istituzionale. Collegare dove pertinenti: - casi; - certificazioni; - dati; - processi; - persone; - documenti; - clienti autorizzati; - metodologie; - limiti e condizioni. Ogni pagina commerciale deve rispondere a “perché dovrei credere a questa affermazione?”. ## 10. Progettare conversioni diverse Distinguere: - contatto generale; - richiesta tecnica; - richiesta di offerta; - richiesta documento; - assistenza; - demo o appuntamento; - iscrizione; - candidatura. Per ogni percorso definire campi, routing, conferma, tempo di risposta e pagina di ringraziamento. Non inviare tutto a una casella generica. ## 11. Verificare SEO e indicizzazione Controllare: - una pagina primaria per ogni intento; - URL stabili; - gerarchia dei link; - pagine orfane; - breadcrumb; - sitemap; - duplicazioni tra settori e servizi; - pagine filtro e ricerca; - contenuti troppo simili; - canonical e redirect. L’architettura SEO deriva dalle relazioni e dalla domanda, non soltanto dalla profondità delle cartelle. ## 12. Definire governance e manutenzione Per ogni tipo di pagina stabilire: - chi può crearla; - campi obbligatori; - criteri di pubblicazione; - tassonomie ammesse; - regole di linking; - owner; - trigger di revisione; - procedura di ritiro; - gestione delle traduzioni. Senza governance, la struttura ordinata del lancio si degrada rapidamente. ## Test pratici prima dell’approvazione Chiedere a persone non coinvolte nel progetto di completare compiti: 1. trovare una soluzione per un’applicazione; 2. confrontare due offerte; 3. verificare una certificazione; 4. trovare un documento; 5. richiedere un preventivo; 6. tornare alla categoria precedente; 7. capire chi contattare. Misurare successo, tempo, errori e parole cercate. Correggere la struttura prima del design finale. ## Checklist finale 1. Inventario e dati sono disponibili. 2. I compiti dei pubblici sono mappati. 3. Entità e tipi di pagina sono distinti. 4. Il menu rappresenta scelte reali. 5. Esistono percorsi contestuali. 6. Etichette e linguaggio sono comprensibili. 7. Ricerca e filtri hanno un ruolo chiaro. 8. Prove e documenti sono collegati. 9. Le conversioni hanno routing distinto. 10. SEO, URL e linking sono coerenti. 11. La struttura è testata con compiti. 12. Governance e manutenzione sono definite. ## Quante voci deve avere il menu? Non esiste un numero universale. Deve consentire scelte comprensibili senza nascondere le priorità. La qualità delle categorie conta più del conteggio. ## Settori e applicazioni vanno separati? Sì quando descrivono dimensioni diverse e hanno contenuti distinti. Se le pagine sarebbero quasi identiche, è meglio evitare duplicazioni. ## La ricerca interna è sempre necessaria? No. Diventa importante con molti prodotti, codici, documenti o contenuti. Un sito piccolo può funzionare meglio con navigazione e filtri semplici. Approfondisci il servizio: Siti web B2B. ## Vedi anche - [Integrare WooCommerce con l’ERP o gestire tutto manualmente? Come decidere senza automatizzare il caos](https://www.klc.it/blog/siti-web/woocommerce-erp-vs-gestione-manuale-criteri/) - [Richiesta di offerta online o checkout immediato? 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